Democrazia in Movimento

Il Movimento è laico, pluralista, radicato nei principi della Costituzione e della Resistenza, ripudia con forza ogni forma di violenza fisica o ideologica, e ogni forma di sistema autoritario, liberticida, totalitario, non democratico e di democrazia apparente, così pure tutte le discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, condizioni personali e sociali, di orientamento sessuale; esercita forme di Resistenza non violenta in quei contesti che violano la Costituzione e/o i diritti universali dell'uomo.

  • Cerchi un Giudice che tuteli i deboli? Prova con il giudice di Berlino del mugnaio Arnold, in Italia si tutelano solo i furbi e i forti.

    Cerchi un Giudice che tuteli i deboli? Prova con il giudice di Berlino del mugnaio Arnold, in Italia si tutelano solo i furbi e i forti.

    C'è una famosa storiella, quella del mugnaio Arnold di Postdam che ricevuti dei soprusi da un conte e un barone si rivolgeva ai giudici della propria città per ottenere tutela.

    I giudici corrotti presero subito le parti dei potenti, negando la giusta tutela al mugnaio, costringendolo a perdere il suo mulino.

    Il tenace Arnold non si perdeva d'animo e si rivolgeva ai giudici di Berlino, innanzi ai quali perdeva ancora una volta.

    Fino a quando Federico il Grande non venne a conoscenza della storia e, finalmente, riconosciuto che il mugnaio era stato vittima di soprusi riconobbe a lui tutela punendo i due prepotenti.

    Da qui nasce l'espressione "c'è un giudice a Berlino", quale speranza che anche per i deboli e gli indifesi può esservi tutela contro i soprusi dei prepotenti.

    Questa speranza forse potrà essere coltivata a Berlino, non certo in Italia dove ormai gli inermi cittadini sono stati privati di qualsiasi diritto e tutela, principalmente dei diritti democratici.

    Ricorderete della famosa vicenda che ha portato alla dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale approvata nel 2005 e passata alla storia come "porcellum".

    Alcuni cittadini, tra cui l'Avv. Aldo Bozzi, si erano rivolti al Tribunale per lamentare il sopruso di un legislatore che aveva imposto una legge elettorale che premiava oltre misura alcuni a danno di tutti gli altri e che impediva al cittadino elettore di scegliere i propri parlamentari.

    I primi giudici negarono tutela a quei cittadini e lo stesso fecero i secondi giudici. Fino a quando, testardamente quei cittadini non portarono la questione innanzi alla Corte di Cassazione, ottenendo finalmente il riconoscimento che le loro richieste avevano un fondamento e che meritavano di essere valutate dalla Corte Costituzionale, sommo garante della nostra Costituzione.

    La Corte Costituzionale, con la ormai famosa sentenza n. 1/2014, in effetti riconobbe che vi era stato una gravissima ferita alla nostra democrazia, alla rappresentanza democratica, al diritto di voto uguale e libero, in sostanza al principio fondamentale dell'art. 1 Cost. sulla sovranità popolare ("La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione").

    A questo punto il Giudice a Berlino avrebbe riconosciuto il sopruso e dato la possibilità al Popolo Sovrano di riprendersi ciò che gli appartiene, ossia la Sovranità, eleggendo i propri rappresentanti e non quelli voluti dalle segreterie dei comitati elettorali spacciati per partiti.

    Ma non non avevamo il Giudice di Berlino, noi avevamo un Monarca del tutto indifferente alle legittime istanze di quei cittadini che tanto testardamente avevano difeso le loro buone ragioni contro i soprusi dei pochi oligarchi al potere, ahimé noi avevamo Giorgio Napolitano.

    Così a sopruso si è aggiunto l'ulteriore sopruso: non solo non è stata restituita la Sovranità al Popolo, ma si è imposta una legge elettorale e una revisione della Costituzione che rischiano di sottrarre definitivamente la Sovranità al popolo per affidarla ad alcuni oligarchi.

    Noi non permetteremo che si compia questo sopruso, in assenza del nostro Giudice di Berlino, in attesa che ne giunga uno, difenderemo noi stessi la democrazia e la Sovranità Popolare, convinti come siamo che a questo serve la democrazia, a questo servono le regole del diritto, principalmente quelle della nostra Costituzione: offrire tutela anche ai deboli, agli ultimi, agli indifesi.

    Per questo il 4 dicembre noi voteremo NO alla riforma costituzionale.

    Alessandro Crociata

    Utente: ALECRO

    Pubblico
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    del 12/10/2016

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