Democrazia in Movimento

Il Movimento è laico, pluralista, radicato nei principi della Costituzione e della Resistenza, ripudia con forza ogni forma di violenza fisica o ideologica, e ogni forma di sistema autoritario, liberticida, totalitario, non democratico e di democrazia apparente, così pure tutte le discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, condizioni personali e sociali, di orientamento sessuale; esercita forme di Resistenza non violenta in quei contesti che violano la Costituzione e/o i diritti universali dell'uomo.

Programma provvisorio DiM

  • Istituzioni:
    - riduzione a due mandati per ciascuna (ogni singola tipologia) carica elettiva;
    - introduzione del referendum propositivo senza quorum e obbligo di discussione in un termine ragionevole delle leggi di iniziativa popolare;
    - contro la riforma elettorale del Italicum cosi come era contraria al Porcellum;
    - stipendio parlamentare allineato alla media degli redditi presentati in dichiarazione dagli italiani. In questo modo il loro stipendio sarà legato alle performance positive dell'Italia e la politica avrà tutto l'interesse di eliminare la piaga dell'evasione fiscale;
    - abolizione dei contributi pubblici ai partiti ed l'introduzzione di misure (o servizi) che permettano di sostenere i costi di base di una libera aggregazione dei cittadini per scopi politici.

    Lavoro:
    - Incentivare la creazione di impresa obbligando le banche ad investire una certa percentuale dei loro depositi in start-up;
    - Condivisione del progetto di Lidia Undiemi per risolvere i problemi delle scatole cinesi e della deresponsabilizzazione dei gruppi di controllo aziendale sulle controllate.

    Informazione:
    - Legge anti-trust sull'informazione, che favorisca il pluralismo ed eviti ogni possibile monopolio sull'informazione;
    - abolizione del canone RAI, trasformazione della RAI in società privata, con licenza per il governo di venderne le azioni (mediante azionariato diffuso) nel momento più economicamento propizio. Stabilire i criteri con cui una trasmissione possa essere definita "servizio pubblico", e stabilire delle quote di servizio pubblico obbligatoire per ogni emittente, che deve trasmettere indipendentemente dal tipo di proprietà (pubblico o privata) in quanto concessionario di frequenza televisiva e senza oneri per lo stato.

    Giustizia e tutela dei cittadini:
    - Abolizione della Bossi Fini;
    - Bloccare la prescrizione con il rinvio a giudizio;
    - Blocco delle scorte ai politici.

    Società:
    - Diritto alla casa di abitazione: Stabilire i criteri minimi di abitazione entro i quali il possesso di abitazione di residenza diventa un diritto non tassabile e non pignorabile;
    - Introduzione del testamento Biologico.
    - introduzione dell'eutanasia con gli stessi criteri presenti in Belgio.
    - Si propone un referendum nazionale per chiedere l'abrogazione della legge 20 febbraio 1958, n. 75 (Legge Merlin) e la conseguente regolamentazione fiscale del fenomeno della prostituzione.
    - Abolizione delle analisi delle urine nei test antidroga nei luoghi di lavoro, essendo questo tipo di test totalmente inutile nella ricerca di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.
    - Proporre un referendum nazionale,attraverso l'abolizione della Legge 10 Marzo 2000, n. 62 in materia di Istruzione Pubblica, che imponga l'applicazione del III° comma dell'Art, 33 della Costituzione italiana in parte disatteso, che prevede si, l'istituzione di scuole private, ma impone che tali scuole non debbano ricevere alcuna sovvenzione pubblica, ma bensì debbano servirsi di una fonte di sostentamento privata.

    Ambiente:
    Difenderemo l'ambiente e tuteleremo la salute in tutte le nostre scelte.
    Opereremo per il mantenimento dei beni comuni materiali ed immateriali, nelle stesse condizioni, o migliori, rispetto a quelle in cui si trovavano nel momento della loro presa in carico.
    Spegneremo tutti gli inceneritori, con una politica di incentivi ed investimenti orientati alla riduzione dei rifiuti, alla raccolta differenziata porta a porta, alla separazione dell'umido, al recupero e al riciclo della materia.
    Incentiveremo comportamenti virtuosi garantendo benefici sensibili a famiglie e imprese, che si impegnino per la riduzione dei rifiuti e lo sviluppo della raccolta differenziata.
    Incentiveremo il risparmio e l'efficienza energetica, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la piccola generazione distribuita, anche attraverso strumenti urbanistici, a partire dagli edifici pubblici.
    Limiteremo drasticamente le emissioni della turbogas e degli impianti del petrolchimico, per migliorare le condizioni ambientali.
    Realizzeremo un sistema di controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera, nel suolo e nell'acqua, orientando l'operato delle Agenzie per l'ambiente ed il territorio e coinvolgendo i cittadini. Pubblicheremo regolarmente i dati nel sito del Comune interessato.
    Opereremo affinché venga predisposto un censimento completo delle aree inquinate nei territori comunali e delle attività produttive ad esse correlate. Ci impegneremo per attivare i necessari piani di bonifica e per completare quelli in corso.

    Europa:
    Democrazia in Movimento recepisce e fa propri questi punti essenziali tratti dal manifesto di Alexis Tzipras candidato presidente della Commissione Europea:
    "L'Unione Europea sarà democratica o cesserà di esistere", afferma Tsipras: "Per noi, la democrazia non è negoziabile". Il documento sottolinea la necessità di "superare la divisione fra Nord e Sud dell'Europa", e definisce così il sogno dell'Europa che vogliamo: Un'Europa al servizio dei cittadini, invece che un'Europa ostaggio della paura della disoccupazione, della vecchiaia e della povertà. Un'Europa dei diritti, anziché un'Europa che penalizza i poveri, a beneficio dei soliti privilegiati, e al servizio degli interessi delle banche.
    Per costruire questa Europa - la nostra Europa - il documento di Tsipras indica tre priorità politiche:
    Porre fine all'austerità e alla crisi, con gli strumenti indicati nei 10punti del piano
    Avviare la trasformazione ecologica della produzione, per rispondere alla crisi ambientale e dare priorità alla qualità della vita, alla solidarietà, all’istruzione, alle fonti energetiche rinnovabili, allo sviluppo ecosostenibile
    Riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa” che alimenta forme di discriminazione, e garantendo invece i diritti umani, l’integrazione, il diritto d’asilo e le misure per la salvaguardia dei migranti, costretti ad affrontare viaggi in cui è a rischio la loro stessa vita
    I contenuti principali del Piano in dieci punti contro la crisi sono: - la fine immediata dell'austerità, "una medicina nociva somministrata al momento sbagliato", che ha portato al primato di 27 milioni di disoccupati in Europa e all’ingiustizia di intere generazioni derubate del loro futuro
    - un programma di ricostruzione economica, finanziato direttamente dall’Europa tramite i prestiti a basso tasso d'interesse, e centrato sulla creazione di posti di lavoro, sullo sviluppo di tecnologia e infrastrutture
    - la sospensione del patto di bilancio europeo (Fiscal Compact), che attualmente impone il pareggio di bilancio anche ai paesi in gravi difficoltà economiche, e che deve invece consentire gli investimenti pubblici per risanare l’economia e uscire dalla crisi
    - una Conferenza europea sul debito, simile a quella che nel 1953 alleviò il peso del debito che gravava sulla Germania, e le consentì di ricostruire la nazione dopo la guerra
    - una vera banca europea, che in caso di necessità possa prestare denaro anche agli stati e non solo alle banche, e che fornisca prestiti a basso tasso di interesse agli istituti di credito, a patto che accettino di fornire credito a costi contenuti a piccole e medie imprese
    - una legislazione europea che renda possibile tassare i guadagni che derivano dalle operazioni finanziarie, oggi fiscalmente colpite molto meno del lavoro
    Per rendere possibile questo cambiamento, afferma Tsipras, "dobbiamo influenzare in modo decisivo la vita dei cittadini europei. Non vogliamo semplicemente cambiare la attuali politiche, ma anche estendere l’interesse e la partecipazione delle persone alla politica, fin nella stesura delle leggi europee. Per questo dobbiamo creare un'alleanza politica e sociale più ampia possibile".
    La crisi dell’Europa non è solo economica e sociale, è anche crisi di democrazia e di fiducia. A questa crisi noi possiamo e dobbiamo rispondere, con “un movimento per la costruzione democratica di un’unione che oggi è solo monetaria”.
    "Per ricostruire l'Europa - conclude Tsipras - è necessario cambiarla. E dobbiamo cambiarla adesso, perché sopravviva. Mentre le politiche neo-liberiste trascinano indietro la ruota della Storia, è il momento che la sinistra spinga avanti l’Europa”.